Il nuovo Cannabis Act approvato in Canada

È la fine di un secolo di proibizionismo: il 17 Ottobre il Canada dà il via alla legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo. Il Paese nordamericano diventa il primo del G7 e il secondo al mondo, dopo l’Uruguay, a consentire il consumo della droga leggera: con 52 voti favorevoli e 29 contrari, il Senato ha confermato il sì della Camera dei deputati (205 i “sì”, 82 i “no”), pertanto sarà possibile consumare e produrre liberamente la cannabis.

Era troppo facile per i nostri figli comprare marijuana e per i criminali farci grandi profitti. Oggi abbiamo cambiato le cose”, così il primo ministro canadese annuncia su Twitter l’esito della votazione.

Tre anni dopo la sua elezione, il governo liberale di Justin Trudeau ha dunque mantenuto una delle promesse più simboliche fatte in campagna elettorale nel 2015: Il Cannabis Act.

Il Cannabis Act (Bill C-45) prevede la legalizzazione della produzione, distribuzione, vendita e possesso di piccole quantità (30 grammi) di cannabis ricreativa per gli adulti, la decriminalizzazione per i minori e la possibilità di coltivare sino a 4 piante a nucleo familiare per uso personale. Il primo anno non potranno essere venduti prodotti derivati della marijuana, come estratti o prodotti commestibili: ma, in casa propria, ognuno sarà libero di usarla a proprio piacimento.

Resterà vietato rivendere privatamente la cannabis, anche ad amici o parenti, mentre la si potrà condividere gratuitamente con chiunque. Si potrà fumare in casa propria, ma non in macchina, anche se molte province si stanno muovendo per dare ai padroni di casa il diritto di vietare il consumo di marijuana ai loro inquilini, come per il tabacco. L’applicazione della legge sarà valutata prima delle prossime elezioni, in modo che si possa verificare se sia stata o meno un successo.

Secondo un recente studio, il business della cannabis ricreativa nel 2019 potrebbe valere, solo in Canada, circa 2,8 miliardi di euro, da sommarsi al miliardo abbondante di quella medica (legale dal 2001).

Infatti, sono bastate le prime 24 ore di vendite legali di cannabis per mettere in crisi il sistema di approvvigionamento canadese. Una domanda oltre le aspettative ha causato non solo lunghe file agli store fisici, rallentamenti e down dei siti internet per le vendite on line, ma anche il tutto esaurito di molti prodotti.

Se è evidente che l’effetto novità del primo giorno può aver avuto la sua influenza, pare anche chiaro che le valutazioni sulle vendite siano state ampiamente sottostimate: così come ad Alberta, Nuova Scozia e British Columbia, anche in Ontario, la provincia canadese che produce più cannabis, le vendite sul sito internet (al momento unico canale legale di vendita nella provincia) hanno di fatto esaurito molti dei prodotti.

Sembra difficile che i 120 produttori attualmente autorizzati siano in grado di rispondere, nell’immediato, al boom di richieste: la vera preoccupazione è che, la penuria di prodotti tramite i canali legali, potrebbe portare con sé il rischio di dare spazio al mercato illegale.