A partire dal 1° Novembre, i medici potranno prescrivere prodotti a base di cannabis ai pazienti che ne necessitano. “Queste nuove regole saranno applicate in Inghilterra, in Scozia ed in Galles”, così ha dichiarato Saiid Javid, Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal bollettino annuale EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), nel Regno Unito la cannabis rimane la sostanza illecita più comunemente utilizzata, consumata dall’11.5 % dei giovani adulti tra i 16 ed i 34 anni.

Tutto ha inizio con la storia di due giovani affetti da epilessia, Alfie Dingley e Billy Caldwell, rispettivamente 6 e 12 anni, a cui sono stati confiscati degli olii a base di cannabis, grazie ai quali le condizioni sembravano migliorare.

Per questo motivo, gli attivisti hanno esercitato pressioni sul governo affinché riconsiderasse la sua precedente posizione, dove la cannabis veniva classificata come una sostanza priva di valore terapeutico.

La nomina di Sajid Javid sembra aver cambiato le cose: lo scorso giugno, il Segretario di Stato, afferma essere “completamente a favore delle famiglie che hanno affrontato situazioni disperate mentre cercano di trovare un trattamento”.

L’olio legale a basso contenuto di CBD risulta benefico per il trattamento di una serie di disturbi: oltre a favorire il sonno, aumenta l’appetito, riduce l’ansia, lo stress e la depressione.

Javid dichiara: “Recenti casi riguardanti bambini malati hanno dimostrato che la nostra posizione sui medicinali correlati alla cannabis non era soddisfacente. Questo aiuterà i pazienti con un bisogno clinico d’eccezione, ma ciò non rappresenta in alcun modo un primo passo verso la legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo”.

L’Advisory Council on the Misuse of Drugs (ACMD) condurrà una revisione a lungo termine della canapa ed il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) è stato incaricato di fornire una consulenza ai medici specialisti responsabili della prescrizione di prodotti a base di cannabis. “La nuova legge non limiterà le tipologie di condizioni che possono essere prese in considerazione per il trattamento”, si legge in una dichiarazione del Ministero dell’Interno. Invece, i medici “dovranno prendere decisioni sulla prescrizione dei prodotti a base di cannabis, valutando attentamente caso per caso, e solo qualora il paziente presenti una particolare necessità clinica che non può essere soddisfatta da altri farmaci concessi in licenza”.

Il Dr. Derek Tracy, psichiatra e consigliere per le droghe governative, ha evidenziato dolore, sclerosi multipla ed epilessia come “ovvi primi candidati” per il trattamento con cannabis.

Il neurofisico Dr. Mike Barnes, specializzato nella riabilitazione cerebrale e che estrada pubblicamente le potenziali applicazioni per la cannabis, afferma che il CBD funziona interagendo con la rete innata di neurotrasmettitori endocannabinoidi nel cervello: “Questo sistema ha un grande ruolo da svolgere in molte funzioni corporee, compresa l’epilessia”. Scienziati come Barnes e Tracy sperano che questo cambiamento legislativo chiarisca il percorso per ulteriori ricerche cliniche: in precedenza, le prove erano state difficili e tortuose a causa della regolamentazione proibita. “La ricerca è stata davvero ostacolata negli ultimi decenni”, ha osservato Barnes, “la nostra conoscenza della cannabis è molto carente.”