Ti sei sempre posto determinate domande sull’argomento Cannabis? E magari in risposta hai sempre ottenuto risposte vaghe, con poco fondamento o semplicemente frutto di un poco affidabile “sentito dire”.

Con questo piccolo articolo proviamo a gettare un po’ di luce e fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali sul mondo che ruota intorno alla Marijuana light e su alcune nozioni fondamentali da conoscere.

THC: cosa è esattamente?

Il THC è il nome “friendly” con cui si usa indicare nel gergo più comune il Delta-9-Tetraidrocannabinolo, quello che risulta essere l’elemento di gran lunga più popolare e conosciuto della Cannabis. Le caratteristiche principali? La possibilità di legarsi ad entrambi i due tipi di recettori finora ufficialmente identificati (CB1 e CB2) oltre ad essere l’unico cannabinoide con proprietà psicoattive.

Cos’è invece il CBD?

Quando si parla di CBD (cannabidiolo) ci si riferisce essenzialmente all’elemento che contrasta maggiormente gli effetti psicoattivi del THC e che ha consentito l’inserimento a pieno titolo di questo cannabinoide nel campo della Marijuana ad uso ricreativo. Al momento si trova al centro di dozzine di studi scientifici orientati alla dimostrazione del suo effetto benefico nel trattamento di vari dolori cronici.

Qual è la reale differenza tra cannabis sativa, indica e ruderalis?

Tutte e tre rappresentano le 3 principali tipologie genetiche di cannabis. Appartenenti alla stessa famiglia sotto il livello botanico (Cannabaceae), presentano però caratteristiche differenti:

Sativa: è la pianta più grande, tipica delle regioni equatoriali. Caratterizzata dalla tipica foglia sottile e a sette punte, nel suo stato naturale possiede una alta concentrazione di THC ed un contenuto piuttosto basso di CBD. La resa produttiva ha una proporzione decisamente più elevata delle altre.

Indica: originaria delle zone subtropicali, si contraddistingue per il folto cespuglio e le dimensioni limitate. Situata spesso in zone dove difficilmente penetra la luce solare, la forma delle sue foglie ha un aspetto più largo al fine di massimizzare tutta la luce ricevuta. Il suo contenuto medio di CBD è notevolmente più alto di quello della sativa. Ottima per chi è alla ricerca di effetti rilassanti e calmanti sul piano muscolare e per l’agevolazione del sonno.

Ruderalis: la cannabis tipica delle regioni climatiche più dure ed estreme (tipo la Russia). La caratteristica principe è il suo essere autofiorente, ossia la totale indipendenza dal processo del fotoperiodo per la completa fioritura (da ciò ne deriva la sua completa autonomia e la possibilità di crescere anche senza nessun tipo di attenzioni particolari, allo stato brado). Questa pianta ha prodotto molti cambiamenti nel campo dell’ibridazione e della coltivazione domestica, visto che la sua flessibilità nella fase di semina e raccolta ha facilitato anche il lavoro di coltivatori alle prime armi.

Qual è la differenza tra Canapa e Marijuana?

In realtà si tratta della stessa pianta. Questi differenti nomi sono essenzialmente dovuti a convenzioni e tradizioni che ne hanno segnato l’uso nel tempo. Tutte appartengono alla stessa famiglia botanica (Cannabaceae). La distinzione lessicale fu introdotta durante l’era proibizionista (specialmente negli Stati Uniti) per sottolinearne la natura illegale (della marijuana).

Cos’è e da dove arrivano le origini della Cannabis?

La Cannabis è una pianta antichissima. Pensate che il primo manufatto umano mai ritrovato è proprio una pezza in canapa risalente all’incirca all’8000 A.C.! La sua storia ha preso origine dalla sua duttilità che l’ha portata ad essere usata per svariati scopi: per fare tessuti, per produrre carte e pergamene e ovviamente per uso alimentare (rinomata la ricchezza di proteine nobili all’interno della Canapa). Con il tempo il tutto si è intrecciato con la storia della Cannabis intesa come prodotto psicoattivo fino al recente dibattito sulle sue proprietà medicinali e terapeutiche (di cui alcune tracce si trovano anche nell’antica Grecia).