Coltivazione Cannabis Indoor e Outdoor

La diatriba sul metodo migliore di coltivazione della Cannabis va avanti da molti anni: i fautori della crescita delle piante alla luce del sole si contrappongono ai sostenitori della luce artificiale. Con questo articolo non andremo a supportare una tesi piuttosto che l’altra (vista la difficoltà di imporre una risposta definitiva), ma semplicemente proveremo ad analizzare con criterio quelli che sono i principali vantaggi e svantaggi di entrambe.

Mettendo in evidenza i lati positivi e quelli negativi sarà più facile capire quale genere di coltura della pianta Cannabis si adatta meglio a determinate circostanze.

COLTIVAZIONE OUTDOOR

La coltivazione di marijuana all’aria aperta rappresenta la tipologia più antica, in parallelo con la maggioranza delle più classiche pratiche di agricoltura. In sintesi, questo metodo si riduce alla semplice disponibilità di semi e a una location favorevole, poiché un clima vantaggioso farà in modo che la crescita avvenga in modo del tutto spontaneo e naturale, senza l’obbligo di alcun tipo di attenzione e cura particolare. Il tutto si traduce (come si può facilmente dedurre) in un significativo risparmio di forze, denaro e tempo.

Passiamo all’elenco dei lati positivi:

Massimizzazione della produzione: in spazi aperti non ci sono costrizioni e le piante possono svilupparsi in libertà, potendo raggiungere (alle volte) anche dimensioni ragguardevoli quasi come piccoli arbusti.
Poco tempo per la manutenzione: una volta avviata in modo idoneo, le piante non hanno bisogno di grandi attenzioni, per cui è possibile indirizzare tempo ed energie verso altri aspetti.
Semplicità: come detto sopra, in condizioni favorevoli di clima e terreno e con semi di qualità, la coltivazione va avanti praticamente in autonomia.
Economicità: quasi tutto il necessario viene offerto gratuitamente da Madre natura (suolo, aria e luce). Tolto qualche piccolo investimento per i fertilizzanti (se necessari) o recinzioni, le spese complessive saranno senza dubbio limitate, soprattutto se paragonate a quelle indoor.

Lati meno positivi:

Necessità di una fonte d’acqua disponibile a poca distanza (cosa non sempre garantita o facile da assicurare)
⏬Il rovescio della medaglia è che molti coltivatori non possono godere della possibilità di coltivare in zone climatiche adatte alla coltivazione outdoor di Cannabis.
⏬Il raccolto si riduce a non più di una sola volta l’anno (a meno di trovarsi in una zona tropicale)
La variabile impazzita del meteo: se da un lato la resa produttiva può essere gigante, dall’altro (in caso di eventi atmosferici nefasti) si rischia la perdita di interi raccolti.
⏬Le cime delle piante coltivate all’aperto corrono il rischio di venire a contatto con polveri o altre sostanze trasportate dall’aria circostante.

COLTIVAZIONE INDOOR

La coltivazione indoor (che ultimamente ha ripreso fortemente la via della serra, metodo che consente di unire i benefici di indoor ed outdoor), si è sviluppata agli inizi del secolo scorso a seguito della proibizione della Cannabis, con l’ovvia necessità dei coltivatori di non rendere visibile le proprie piantagioni. Una strategia che si è evoluta in modo costante di pari passo con i progressi tecnologici e che ha garantito l’ottenimento di buonissimi risultati in termini di qualità.

Lati positivi:

Tempi ridotti per la crescita: tutto questo si traduce in raccolti multipli ogni anno, senza la necessità di dover aspettare solo il sopravvenire della stagione più favorevole.
Tutto è sotto il controllo del coltivatore, il che significa la piena garanzia di una marijuana di qualità sempre assicurata.
Discrezionalità totale e possibilità di coltivare senza alcun tipo di disturbo esterno.
Concentrazione di THC più elevate e cime da un aspetto estetico molto piacevole (migliore rispetto all’outdoor).

Lati meno positivi:

⏬Alti costi di produzione (se il numero delle piante è elevato le spese di luce ed elettricità per la ventilazione possono diventare davvero alte).
⏬Attenzioni costanti verso le piante: l’area di produzione deve essere immacolata e le piante sorvegliate di frequente.
⏬Costi di installazione e di partenza molto più alti dell’outdoor: alcuni costi vanno sostenuti obbligatoriamente come l’acquisto di un impianto di ventilazione, luci artificiali e fertilizzanti di vario genere.

Per concludere, è possibile dire che la scelta migliore dipende dal caso singolo e dalle condizioni in cui ci si trova ad operare (finanze disponibili, area climatica di residenza e così via). Talvolta, le varie tecniche possono anche essere amalgamate (ad esempio facendo crescere la pianta inizialmente in modo artificiale per poi spostarla all’esterno durante la fioritura). Sarà sempre il coltivatore a fare la scelta giusta!