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Finalmente la Cannabis Light, così come tutti i prodotti con essa realizzati, è lecita per legge. Questa la decisione finale da parte della Corte di Cassazione, con una sentenza che mette il cuore in pace a tutti gli operatori del settore.

Se ne è lecita la vendita, di conseguenza ne diventa anche il suo utilizzo. Questa la ratio di fondo che poggia alla base della decisione che annulla un sequestro preventivo avvenuto due anni fa a carico di un 28enne di Civitanova Marche. Ovviamente si parla di Cannabis con una percentuale con THC inferiore al limite dello 0,6% (la cui coltivazione è pienamente consentita). «Risulta del tutto ovvio che la commercializzazione sia consentita per i prodotti della canapa oggetto del sostegno». Così si esprime la Corte: sebbene la legge citi in modo espliciti i suoi utilizzi alimentari e cosmetici, ciò non esclude l’uso per ulteriori altri usi non menzionati in modo specifico.

Quindi, sempre con riguardo alla possibilità di un sequestro, se il rivenditore di infiorescenze di cannabis provenienti dalle coltivazioni rientranti nella legge del 2016 può documentare la provenienza lecita della sostanza, il sequestro “può giustificarsi solo se emergono specifici elementi di valutazione che rendano ragionevole dubitare della veridicità dei dati offerti e lascino ipotizzare la sussistenza di un reato”. Una posizione che mette dei ragionevoli paletti a sequestri che spesso si sono rivelati non fondati su solide basi e che protegge un po’ di più tutti coloro che stanno investendo in questo mercato fiorente e sempre più in voga per una buona fetta della popolazione.